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Parliamo DI Noi

RiccardoSono nato in una famiglia premurosa, nella quale i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla, sia dal punto di vista materiale,che dei valori. La mia vita non era una vita di eccessi,ma una vita senza colore. Stavo al mondo cercando la felicità, ma mi accorgevo che quello che trovavo era temporaneo e perciò non ero mai pienamente soddisfatto, ma mi bastava così,non cercavo altro. Una delle mie più grandi convinzioni era la fiducia nel prossimo, e una delle mie più grandi paure era di restare solo. Un giorno scoprii che due persone a me vicine che avevano la mia piena fiducia,mi avevano tradito,così cadde il mio mondo e restai solo. Come poteva succedere proprio a me? Mi chiedevo, com’era possibile che dopo tutto ciò che avevo fatto per loro,queste persone mi facessero così tanto del male?. Mi ritirai in me stesso e nel mio dolore. Dovevo ritrovare ciò che avevo dentro,la mia strada,i miei obbiettivi. Avevo un’unica certezza, non volevo prendere più strade a caso, ma volevo imboccare la strada giusta. Un giorno mentre ero a casa mi venne in mente questa domanda: BISOGNA FARE CIO’ CHE E’ GIUSTO, OPPURE CIO’ CHE E’ GIUSTO PER ME?.Feci una auto analisi,ma posi la domanda anche a mio padre. Premetto che mio padre è sempre stato per me una figura di rilievo, in quanto ad ogni domanda che gli chiedevo la sua risposta era sempre pronta ed esaustiva. Ma quella volta non fu così. Tacque per qualche secondo e poi mi disse: Riccardo, questa è una delle domande che si pone tutto il mondo, ma una vera risposta non c’è. Ascoltai come ogni volta con attenzione quelle parole, ma subito dopo mi si accese qualcosa nella testa e il mio primo pensiero andò alla Bibbia; questo perché qualche settimana prima Valentina e Michela, due ragazze che avevo conosciuto ad un corso a scuola, me ne avevano parlato e spiegato l’importanza. Essendo dunque una persona curiosa, subito mi misi a leggere, e da lì in poi qualcosa in me cambiò. Prima vedevo Dio come un qualcosa di astratto, che c’era, ma che in qualche modo non mi apparteneva, ma da quel momento capii che Dio era lì, mi parlava, mi sosteneva, mi stava AMANDO, mentre il mondo mi voltava le spalle e pensava a se stesso. Continuando a leggere,arrivai al  brano di Ebrei 12: 4 -11. Mi colpì in particolare il verso 6 che dice:” Dio corregge quelli che egli ama.” Non ci potevo credere, Dio, colui che ha creato il mondo è vicino a me? .Capii allora che avevo bisogno di questo percorso per trovare Dio. Lui era con me da sempre,ma ero io che non prestavo attenzione. Da quel momento fu tutto in discesa, Dio mi diede felicità, allegria, fiducia in me stesso, mi diede delle conferme, ma la cosa più incredibile è che mi diede la forza di perdonare quelle persone che un tempo odiavo, tanto da farmi pensare nei loro confronti: GRAZIE. La mia vita ora con il Signore è completa. Prima è vero, cercavo, ma cercavo male e non trovavo, ora ho la certezza che Dio guida la mia vita e nonostante tutto quello che accadrà non mi preoccupo,perché Lui ha un piano anche per me,le prove che mi da,sono insegnamenti,le gioie che mi da sono la mia felicità che non riuscivo a trovare.

Ora la mia vita ha un senso, ora posso dire di avere uno scopo in quello che faccio e ho la piena convinzione che la mia più grande paura, ora non è altro che un ricordo. Molte volte poi mi sono chiesto,ma cos’è la fede per me?E’  credere in qualcosa che non si vede? È molto di più. Per me la fede è credere in qualcosa che esiste e che vive in me, sentire emozioni mai provate prima, credere che qualcuno ha dato la sua vita per me, e che cosa vuole in cambio? Nulla di materiale,nè denaro,nè oggetti,ma ci chiede di amarlo come lui ha amato noi. L’amore più grande, l’amore fedele,l’amore paziente è quello che tutto sopporta e si sacrifica per noi senza volere nulla in cambio. Il Signore, l’amore più grande, mi ha mostrato come vivere la mia vita, ma io prima ero troppo immerso nel mio io per capirlo. Lui vuole che ci lasciamo guidare, senza riserve, così da farci scoprire quanto il suo amore superi ogni nostra aspirazione personale. Per concludere volevo lasciarvi con una riflessione che è servita anche a me. Quando noi vogliamo conoscere qualcuno cosa facciamo? Gli parliamo e se si tratta di una persona famosa, leggiamo perfino la sua biografia.  Ecco, Dio vuole la stessa cosa. Se lo vogliamo conoscere davvero l’unica cosa che dobbiamo fare è parlargli e leggere la sua parola,tutto il resto verrà di conseguenza.

Riccardo

AnnaHo passato la mia gioventù non troppo felice per motivi di salute, ho cercato sempre di reagire prendendo la vita come mi veniva. Frequentavo poco o niente la chiesa cattolica e non conoscevo altre chiese.

Poi mi sono sposata e sono venuta a Milano. Qui a Milano, mia nipote Maria, che si era convertita e battezzata alla chiesa evangelica, mi fece conoscere un gruppo di credenti che predicava la parola di Dio a Cesano Boscone. Allora si riunivano nelle case, perché non avevano una sala a disposizione, e anch’io, d’accordo con mio marito, misi a disposizione casa mia e ci furono diversi incontri.

Poi si trovò un luogo di culto a Cesano Boscone e cominciai a frequentare da sola. All’inizio ero molto indecisa, fino a quando a un funerale, durante la predica di sepoltura, una frase mi colpì e mi fece aprire il cuore al Signore. Lì mi convertii e chiesi di essere battezzata.

Il mio intento è stato quello di vivere sempre vicino al Signore Gesù. Anche se sono quasi analfabeta, agli incontri cerco di mettermi ai primi posti, per stare più vicino a chi predica e capire meglio la parola.

Attualmente mi sono presa l’impegno di imparare a leggere la Bibbia per capirla ancora di più.

Anna

CostantinoDa ragazzo andavo tutte le domeniche nella chiesa cattolica, perché così mi avevano insegnato i miei genitori. Da giovane ci andavo meno spesso e così è stato anche fino al matrimonio e nel periodo successivo.

Poi mia moglie si convertì e si battezzò. Io, quando potevo, l’accompagnavo, perché seguivo molto i miei figli. Quando i figli sono cresciuti, accompagnavo mia moglie nella chiesa evangelica più spesso. In questa vedevo tante cose giuste e sbagliate; io focalizzavo solo quelle sbagliate e per questo rimanevo solo un semplice accompagnatore.

Un giorno, parlando con un anziano della chiesa di San Siro, mi sono ricordato di cosa dissi a mia moglie nei primi mesi della sua conversione, quando voleva abbandonare per le cosa negative che accadevano nella chiesa stessa. Le domandai se andava in chiesa per pregare o per altro e la sua risposta fu che andava per pregare. Allora le dissi: “Và e prega senza badare a chi intorno ti distrae”. Così mi sono convinto che dovevo fare la stessa cosa, andare in chiesa per ascoltare la Parola di Dio. Ho capito che sono un peccatore e che senza la salvezza sarò perduto. Ho capito che questa salvezza per il perdono dei miei peccati può avvenire in un solo modo, per opera di Gesù e della sua parola, che lava dai peccati.

Così ho chiesto di essere battezzato.

Nel mio futuro intendo vivere per il signore Gesù e spero di essere in grado di portare frutto per il suo insegnamento e per la crescita della sua chiesa.

Costantino

20140511_140103-1Mi chiamo Filomena e ho conosciuto Gesù nel 1995.

Vi siete mai chiesti cosa c’è dopo la morte e dove andremo? Questa è una domanda che mi facevo sempre quando ero piccola. E la cosa peggiore era che ero convinta di andare all’inferno! Eppure non ho mai fatto nulla per “meritarmi” l’inferno, ero una ragazza normale che lavorava, avevo una famiglia normale ma sentivo che mi mancava qualcosa.

Dio lo vedevo irraggiungibile; andavo a messa pregavo ma poi mi dicevo che quelle statue non avevano occhi per vedere le mie lacrime nè orecchi per ascoltare le mie preghiere nè cuore per vedere la mia disperazione. Un giorno invece una persona mi ha parlato di Gesù e mi ha detto che è morto per me per i miei peccati e che per chi lo accetta Lui ha preparato un posto nei cieli per stare sempre con LUI .Poi mi ha fatto leggere Isaia 1:18 dove è scritto: “Quand’anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto  diventeranno bianchi come la neve, quand’anche fossero rossi come porpora diventeranno come la lana”. In Giov.1.29 si legge che Gesù è l’agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.

Io l’ho accettato nel mio cuore e oggi so che sarò con Lui per l’eternità. Come Dio ha salvato me, vuole che tutti siano salvati. Atti 2:21 dice che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

Filomena

Riccardo2Io non sono nato in una famiglia credente. Però fin da bambino ho sentito il bisogno di ricercare Dio o comunque di pormi delle domande su ciò che non si vede. Ho frequentato una chiesa cattolica e diversi anni di catechismo e mi distinsi sempre dagli altri per il mio desiderio di conoscere e la mia gentilezza, pur non avendo una famiglia che mi appoggiasse nella mia ricerca. La mia infanzia si è caratterizzata da una falsa consapevolezza di “meritare” il paradiso e da un rapporto con Dio che aveva come tramite, non il Signore Gesù, ma un prete, che se pure molto bravo, era sempre un uomo. Nessuno aveva tolto il mio peccato e quindi ogni volta che facevo qualcosa di sbagliato, mi sentivo lontano da Dio, non poteva esserci un dialogo. Diventando più grande, il mondo mi sviò dalla ricerca di quella risposta che non arrivava mai. Per essere accettato dagli amici mi costruii una maschera di bugie, altruismo e “amore per la carne” molto ben fatta, cominciai ad avere le mie prime ragazze, a fumare le canne e apparentemente questa vita mi soddisfaceva perché anche i miei genitori erano contenti, ma tutto questo non era altro che un palliativo di quell’ Amore con la A maiuscola che tanto desideravo.

In seconda liceo conobbi Andrea e cominciando a conoscerlo scoprii che era evangelico. All’inizio mi sembrava soltanto un’altra religione, con le sue regole e le sue differenze dal cattolicesimo, su cui facevo molte domande, ma la risposta che volevo stentava a giungere. Andrea mi invitava spesso a parlare con suo zio, ma per colpa della pigrizia e degli impegni con gli “amici del mondo” continuavo a rinviare l’incontro. Finalmente un sabato pomeriggio mi decisi ad andare a parlare con il fratello Mimmo e mi ricordo di quel giorno di quattro anni fa come se fosse ieri. Prima di iniziare a parlare mi sentivo teso e nervoso come prima di un gara molto importante. Mimmo, dopo aver pregato in modo semplice e personale, un modo che non avevo mai sentito prima, mi pose davanti una scheda in cui era raffigurato il percorso tra me e Gesù, il “sentiero” era disseminato di ostacoli tra cui uno in particolare che mi fece rabbrividire: la famiglia. Mi venne spontaneo chiedere come fosse possibile che la tua famiglia che ti vuole bene ti tenesse lontano da Gesù. Egli mi citò Matteo 10:34 e mi spiegò che se in una famiglia non tutti accettano la salvezza e l’autorità di Gesù ci possono essere dei contrasti. Al momento compresi in parte quello che voleva dire, ma non potevo immaginare quanto ciò mi riguardasse da vicino. Ma con tutti questi problemi come potevo raggiungere Dio? era impossibile; si per me lo era, ma non per Gesù Cristo che morì per me gratuitamente e fu lui a venirmi a salvare. Non posso dimenticare la penna che Mimmo mi mise davanti dicendo: “pensa che questa sia la salvezza e che valga talmente tanto che non potrai mai permetterti di pagare con le tue forze e Gesù te la stia regalando.” Io istintivamente la presi e la strinsi forte, avevo trovato la mia risposta e non volevo più lasciarla. Ringraziai Gesù per la mia salvezza e uscì dalla chiesa sentendomi libero e leggero come una piuma. Da quel giorno il mio cammino è stato arduo a causa della mia famiglia. I miei genitori non si sono limitati a osteggiare la mia fede, ma sono arrivati ad impedirmi di frequentare la chiesa, ma grazie al Signore qui sono stato “adottato” da una famiglia stupende, a cui mi rivolgo quando ho dei problemi spirituali e ai quali voglio tanto bene e ora so che in ogni aspetto della nostra vita dobbiamo confidare solo in Dio e Lui ci darà tutte le risposte di cui abbiamo bisogno. Se portiamo questo sempre nel cuore non ci sarà paura in questo mondo che il coraggio della fede non saprà affrontare.

Riccardo

“La vita è per un 10% quello che ti succede e per un 90% come reagisci”.Stefania

Mi chiamo Stefania e ho 25 anni. Si può dire che ho già vissuto un quarto di vita, e per adesso le cose non vanno niente male! Sono italiana ma al momento vivo in Inghilterra, mi piace viaggiare e penso di essere il tipo di persona a cui piace conoscere nuova gente e fare nuove esperienze … ma non è sempre stato così.

Si dice che la mia sia l’età della spensieratezza, in cui si può provare un po quello che si vuole: è una via di mezzo tra la fase matura che non si è ancora raggiunta e la fase adolescenziale che ci si è ormai lasciata alle spalle da un po.

In queste righe che seguono proverò a raccontarvi un po di me, attraverso l’esperienza più importante che ho fatto nella mia breve vita: conoscere Dio.

E’ vero, sono nata in una famiglia in cui il tema “Dio” è sempre stato trattato in un modo o nell’altro, perchè i miei genitori ne erano davvero appassionati: leggevano la Bibbia, pregavano, ci parlavano (a me e mio fratello, più grande di me di 3 anni e mezzo) delle cose che Dio aveva fatto nella loro vita e in quella di persone vissute prima di noi.

Per me questa realtà era diventata praticamente una routine: andare in chiesa, pregare prima dei pasti, leggere un po la Bibbia quando avevo tempo…

Una volta raggiunta l’adolescenza, ho cominciato ad affrontare i primi problemi della vita, che al tempo si riassumevano più o meno in cercare l’approvazione degli altri per sentirmi accettata. In questo periodo Dio non era uno dei miei primi pensieri, anche se in qualche occasione notai che la Bibbia era un libro davvero particolare, perchè descriveva le persone in una maniera così profonda, come non avevo mai letto prima.

La mia vita trascorreva abbastanza tranquilla, tra alti e bassi, quando iniziò per me un periodo di crisi, del quale non vedevo la fine. Tempo prima avevo cominciato a farmi molte domande sul senso della vita, sul caso, e altro, e avevo capito di non poter più fare finta di avere una risposta a tutto, specialmente quando capii di non avere nessun controllo sulla mia vita, nè su quello che c’è dopo, se qualcosa c’era.

Un giorno andai ad una conferenza cristiana nella mia città, e il programma prevedeva un tempo di testimonianze. Quel giorno ascoltai storie di vita di tutti i tipi, ma un particolare mi risultò subito chiaro: le vite di tutte quelle persone erano state cambiate radicalmente, fino al punto di avere uno scopo, nel momento in cui tutti loro si erano arresi a Dio, e l’avevano fatto entrare nella propria vita.

Tornata a casa continuai a pensare a quello che avevo ascoltato qualche ora prima, e una frase sentita durante le testimonianze mi risuonava nella testa “la mia vita è cambiata da così a così da quando Dio ne è il Signore”.

I mesi seguenti sentii ripetere quella frase molte volte, ad altri convegni, campeggi estivi, ecc… mi stava perseguitando!

Non capivo perchè fossi così frustrata, visto che anche io ero “credente”. Ma col passare dei giorni, non potevo più fare finta che tutto fosse normale, dovevo affrontare la situazione: la mia vita non era MAI cambiata da così a così, io non avevo mai accettato Gesù come Signore e Salvatore della mia vita.

Mi ricordo che quando capii e accettai questa realtà (molto dura per me, perchè ero sempre andata in chiesa, i miei genitori erano cristiani, ecc), e compresi che il rapporto con Dio non si eredita, ma è qualcosa di unico e personale, mi sentii libera come non mai: finalmente pregai Dio di entrare nella mia vita!!

Otto anni fa è iniziato il mio percorso con Dio, e oggi anche io posso dire con tutto il mio cuore: la mia vita è cambiata da così a così!!!

Stefania

AlessandraSono nata e cresciuta in una famiglia dove eravamo i classici cattolici non praticanti! Tanto che sono stata battezzata a 8 anni perché vedevo i miei compagni che dovevano fare la comunione allora ho chiesto ai miei genitori se potevo farla anch’io.

Crescendo ho iniziato a frequentare la chiesa cattolica e ad essere coinvolta in alcune attività dell’oratorio come l’ACR e il Centro Estivo.

Ad un certo punto mia nonna ha iniziato a frequentare una chiesa evangelica e si è convertita!

Mia madre era alla ricerca di qualcosa e vedendo che la realtà delle chiese evangeliche era più vicino a quello che cercava, voleva trovare un’adunanza vicino a casa.

Una mattina andando alle superiori a Lodi una città poco lontana da dove abitavo, un gruppo di credenti distribuiva dei nuovi testamenti fuori dalla mia scuola con l’indirizzo dell’adunanza di lodi.

Ho portato a casa il nuovo testamento ,per mia mamma era arrivata una risposta.

Dopo qualche esitazione ha deciso di andare a lodi per la riunione del sabato sera, trascinandomi con se per non andare da sola.

Io non volevo andare, avevo già i miei interessi, frequentavo già la chiesa cattolica anche se avevo un modo tutto mio di rapportarmi a Dio.

Così per un po’ ho fatto una doppia vita il sabato andavo alla riunione a Lodi e la domenica mattina in chiesa … fino a quando un giorno a causa dell’atteggiamento poco cristiano di alcune persone che si dicevano cattoliche convinte ho deciso che non volevo più frequentare quella chiesa.

Non mi rimaneva molto … e così ho iniziato a frequentare assiduamente le riunioni a lodi.

All’inizio le cose che venivano dette dal pulpito erano interessanti, ma non avevano ancora fatto breccia nel mio cuore.

Una domenica mattina però un fratello in visita, proveniente da un’altra adunanza, ha portato un messaggio sulla morte di Cristo sulla croce e (non so come o meglio ora lo so) il Signore ha parlato proprio a me, ad Alessandra, mi ha detto Alessandra il tuo peccato ha condotto Gesù sulla croce, dovevi morire tu invece è morto Lui per te! Non ero una ragazza “cattiva” sono stata sempre abbastanza ubbidiente e non facevo nulla che potesse essere grave agli occhi degli uomini! Ma Dio mi ha fatto sentire il peso del mio peccato della mia vita senza di LUI.

Avevo dentro di me un misto di sentimenti tanta tristezza per come il mio peccato fosse stato fonte di grande sofferenza per Gesù ma anche tanta gioia perché se lo confessavo a LUI mi avrebbe perdonata!

Da quel giorno (ero adolescente!!!) tutta la mia vita è cambiata … tante sono state le cadute e le delusioni da allora, ma una cosa ho compreso, che devo guardare solo a Cristo, LUI è il mio esempio da seguire LUI, è colui che mi sorregge quando sono senza forze, LUI è il mio rifugio e il mio aiuto.

Lo ringrazio ogni giorno per avermi chiamata, per essersi mostrato e soprattutto perché la mia vita ha veramente preso senso con LUI!!!

Alessandra

Ada_Luz-150x150Io ho conosciuto il Signore a 13 anni, ma subito mi sono allontanata da Lui.

Qualche anno dopo conobbi un uomo più grande di me che mi costrinse a stare con lui e del quale restai incinta. Non lo amavo, ma lo sposai per paura di mio padre. Appena tornata a casa, dopo il matrimonio, strappai il vestito e piansi, perché non volevo essere sposata con quell’uomo. Litigavamo in continuazione e spesso mi picchiava.

Dopo aver avuto 7 figli con lui, ci lasciammo, lui vendette la casa e mi lasciò sola con i nostri figli, mentre lui  sposò un’altra donna.

Nonostante tutti questi eventi, Dio non mi ha mai abbandonato e mi ha accompagnato lungo tutta la mia vita. In Honduras, conobbi una signora che mi regalò il terreno per poter costruire una casa per me e i miei figli e a cominciare da questa prima benedizione, ne sono arrivate altre che mi hanno permesso di far studiare tutti i miei figli.

Dopo l’arrivo in Italia ho cominciato a sentire la mancanza di Dio, avevo bisogno di amore, era l’unica cosa che cercavo e mi mancava tanto. Mia sorella mi spediva dall’Honduras delle cassette con musica cristiana e dei versetti della Bibbia e quando li leggevo io pensavo che non stavo ubbidendo al Signore, non stavo vivendo secondo la sua volontà, stavo sbagliando.

Qualche tempo dopo mi hanno invitato ad un culto e lì il Signore mi ha liberato da tutti i miei tormenti: ho pregato, chiedendo a Dio di essere sua figlia, che volevo fare la sua volontà.

Ora so che sono sua figlia e che vivo per fare la sua volontà e questa è stata la cosa più bella che abbia vissuto in vita mia. Il Signore mi ha salvato e questo mi basta, non mi manca niente.

E la preghiera oggi è che tutti possano conoscere il Signore e sperimentare questa gioia, questa pienezza, questa vita che solo Lui può dare.

Ada Luz

FrancescaMi chiamo Santucci Maria Francesca. Ho sentito testimoniare riguardo al Signore a Manfredonia, ascoltando i fratelli che cantavano e parlavano della Bibbia, all’angolo della strada dove abitavo io. Era l’inizio del 1956. Sentendo i canti provenire dalla strada, sono uscita di casa e sono andata ad ascoltare. Da quel giorno in cui ho ascoltato questi fratelli, ho frequentato la riunione giù, in via Mozzila, finché sono venuta a Milano. Era l’anno 1964. Quando sono venuta a Milano ho avuto un po’ di difficoltà perché gli impegni della famiglia erano tanti e non sapevo dove fosse un’adunanza. Durante questo periodo ho incominciato a leggere il vangelo.

Col passare degli anni io bramavo di frequentare un’adunanza. I fratelli di giù mi hanno dato l’indirizzo dell’adunanza di Via Constant, a San Siro. Con l’indirizzo sono venuta a Milano e sono andata alla sala, ma quel giorno non c’era nessuno, perché erano tutti alla tenda dell’evangelizzazione. Mi hanno dato l’indirizzo e sono andata alla tenda. Sono stata lì tutta la mattina, senza che succedesse niente. Il pomeriggio sono andata di nuovo e mi sono convertita sotto la tenda. Era il mese di Agosto del 1986.

Non mi volevano battezzare perché ero separata. Quando gli anziani di chiesa hanno parlato con i fratelli di Manfredonia, che mi conoscevano perché avevo frequentato tanto prima di trasferirmi a Milano, hanno accetto di battezzarmi. Era l’anno 1988.

Sono passati 29 anni e bramo sempre il Signore. Quando vedo tante cose che non vanno, quando vedo che le persone non seguono il Signore, la mia sofferenza è tanta.

Il Signore mi ha guidato sempre e lo ringrazio per quello che mi ha dato.

Francesca